{"id":191,"date":"2020-01-09T12:16:00","date_gmt":"2020-01-09T12:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/italoconti.it\/?p=191"},"modified":"2020-01-09T12:16:00","modified_gmt":"2020-01-09T12:16:00","slug":"identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italoconti.it\/?p=191","title":{"rendered":"identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>IDENTITA\u2019<\/p>\n<p>Che valore o senso ha conoscersi, &#8220;identificarsi&#8221; stabilire chi\/come si \u00e8?<\/p>\n<p>Nel continuo dialogo che, consapevoli o meno, abbiamo con noi stessi, la relativa corrispondenza e stabilit\u00e0 del personaggio del nostro interlocutore, cio\u00e8 noi stessi, \u00e8 necessaria.<\/p>\n<p>Quando un qualsiasi evento ha un effetto stressante, cio\u00e8 produce ansia, in qualche modo incide sulla immagine personale.<br \/>\nSembra che la &#8220;lesione identitaria&#8221; sia una conseguenza frequentemente legata a nuovi accadimenti. Spesso ho incontrato persone che dicevano di essere entrate in confusione a causa di improvvisi cambiamenti nella loro vita (non necessariamente negativi).<\/p>\n<p>Qualunque cambiamento, che modifica il sistema nel quale viviamo, anche se risulta da un progetto per migliorare (cambiare lavoro, casa, partner, ecc), produce stress proprio perch\u00e9 modifica abitudini, logistiche, ed elementi di stabilit\u00e0.<br \/>\nE, a volte, induce ansia e confusione.<\/p>\n<p>La confusione \u00e8 prodotta, ogni tanto, dal cambiamento del profilo identitario, in genere senza una comprensione di ci\u00f2 da parte di chi \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 raro che una persona, soprattutto in una fascia di et\u00e0 intermedia fra l&#8217;adolescenza &#8211; nella quale si ricerca e si tenta di costruire una identit\u00e0 personale, per lo pi\u00f9 partendo dal contrasto verso i valori &#8220;di prima&#8221; &#8211; e i 50\/60 anni, si fermi a riflettere e capire dove \u00e8 arrivata, &#8220;chi \u00e8&#8221;, adesso.<br \/>\nQuello che mi sembra succeda, \u00e8 che procediamo dando per scontato che &#8220;sappiamo&#8221; chi siamo, e crediamo di essere in grado di prevedere la gamma delle nostre azioni e reazioni di fronte a molti eventi della vita.<br \/>\nCos\u00ec come crediamo di sapere &#8220;chi sono&#8221; gli altri, cio\u00e8 di aver profilato identit\u00e0 e azioni\/reazioni dei nostri interlocutori abituali, ma non solo.<\/p>\n<p>Tuttavia, i fatti ci dimostrano che questi sono n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che autoinganni; cio\u00e8 le azioni\/reazioni degli altri ci lasciano spesso sorpresi, ma anche le nostre.<br \/>\nIn altri termini. scopriamo di non conoscere non solo gli altri, ma anche noi stessi.<br \/>\nQueste scoperte generano confusione e paura: abbiamo fantasticato e costruito narrazioni<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> disattese dall&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>Un possibile pessimismo di fondo pu\u00f2 generare non solo disorientamento, ma anche ansia, o paura vera e propria.<\/p>\n<p>Le domande principali che generano queste emozioni sono:<\/p>\n<p>che mi\/gli\/le succede?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ho\/ha reagito in quel modo?<\/p>\n<p>Queste reazioni come le devo interpretare?<\/p>\n<p>E cos\u00ec continuando.<\/p>\n<p>Le reazioni di ansia, o paura, piuttosto che di \u201ccuriosit\u00e0\u201d, verso ci\u00f2 che accade in modo inatteso, sono generate dal fatto che riteniamo di <strong><em>conoscere e controllare<\/em><\/strong> molte delle situazioni che ci circondano, tanto per fare degli esempi:<\/p>\n<ul>\n<li>I nostri movimenti, e i nostri 5 sensi, come camminare, prendere e manipolare un oggetto, sentire con precisione rumori, parole, musica; vedere bene, da lontano e da vicino, avere una precisa sensazione tattile e olfattiva.<\/li>\n<li>I nostri pensieri, le nostre idee<\/li>\n<li>Le nostre emozioni<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se qualcosa di inatteso infrange quelle che riteniamo essere certezze, nasce l\u2019inquietudine, la preoccupazione.<\/p>\n<p>La mia idea \u00e8 che esistono solo due certezze indubitabili: una \u00e8 che moriremo (ognuno di noi, si spera in tarda o tardissima et\u00e0 e \u2013 parafrasando Moli\u00e9re- sani).<\/p>\n<p>L\u2019altra \u00e8 che dobbiamo accettare di vivere nell\u2019incertezza\u2026abbandonare l\u2019uso di avverbi di tempo, come mai e sempre, ed anche l\u2019uso, autoinfluenzante ed ingannatorio, di parecchie parole, come \u201ceterno\u201d (l\u2019amore \u00e8 eterno finch\u00e9 dura, titolo di un celebre film), \u201cimpossibile\u201d, \u201ccerto\u201d, \u201cesatto\u201d.<\/p>\n<p>Cosa resta? Secondo me, moltissimo.<\/p>\n<p>Se smettiamo, gradualmente, di fingere che viviamo in un sistema dove la maggior parte delle cose \u00e8 sotto controllo, e di conseguenza tutto \u00e8 statico, o stabile, ogni momento dopo adesso sar\u00e0 qualcosa di nuovo, non necessariamente pericoloso e da evitare, ma magari interessante e utile da scoprire.<\/p>\n<p>Ogni commento sar\u00e0, se non altro perch\u00e9 nuovo, per me interessante possibilmente utile, a chi scrive, ma anche ad altri lettori.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>Ogni evento, ogni situazione che si presenta alla attenzione individuale vengono valutati ed interpretati. La interpretazione \u00e8 necessaria, in quanto senza di essa l\u2019evento o l\u2019oggetto non avrebbero significato per chi li percepisce. Anche la mera osservazione, ad esempio, di un tramonto, di un quadro, oltre colpire i recettori dell\u2019occhio, ed essere decodificati dal cervello, richiedono la inclusione in categorie perch\u00e9 assumano un significato per chi osserva. In altri termini, non possiamo per cos\u00ec dire \u201cappendere\u201d un quadro, un paesaggio, \u00a0in una sorta di magazzino vuoto, e lasciarli dove sono stati appesi (lo stesso vale per ogni altra sollecitazione sensoriale che venga percepita, ma, paradossalmente, anche per quelle che non vengono consapevolmente percepite; quindi, in generale, cercheremo di dare un senso ad ogni segnale auditivo, tattile, olfattivo eccetera).<\/em><\/p>\n<p><em>Per capire, dobbiamo cercare ed attribuire un significato, cio\u00e8 dare una interpretazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma questa interpretazione non \u00e8, salvo casi particolari, totalmente oggettiva ed attendibile.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 parte di una storia, un racconto, cio\u00e8 una narrazione, che ci consente di dare una spiegazione, che per il momento riteniamo valida e attendibile; lo stesso evento, in seguito, e con l\u2019aggiunta di altre informazioni, potrebbe essere interpretato in modo radicalmente diverso, addirittura opposto al precedente.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IDENTITA\u2019 Che valore o senso ha conoscersi, &#8220;identificarsi&#8221; stabilire chi\/come si \u00e8? 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